pubblicato Domenica 31 Dicembre del 2006 alle 09:03.

Fra i primi autori che ho letto quando ero adolescente ricordo i romanzi di Emilio Salgari, ne lessi più di 20 in una sola estate. A quei tempi il libro che mi rimase più impresso fu Capitan Tempesta. Racconta di un abile spadaccina che per salvare il suo innamorato fatto prigioniero durante una delle tante Crociate, si traveste da uomo e si imbarca per il medio Oriente. Affronta la guerra con grande coraggio, distinguendosi per il suo valore, ritrova il suo amore e lo salva.

Crescendo sono passato hai romanzi thriller e avventurosi di autori come Wilbur Smith, Patricia Corwell, con la sua Key Scarpetta, John Grisham ed altri che non vi cito per non dilungarmi.

Devo confidarvi che ultimamente siccome la maggior parte dei film mi annoiano mi sono ributtato sulla lettura. Da quando ho ripreso a leggere, avrò letto 5 o 6 libri di vari autori. Sono libri di avventura, mistero e passioni. Il giusto mix per far calare il lettore in una vita più affascinante e per coinvolgerlo nell'ebrezza dell'avventura anche se solo con l'immaginazione (dello scrittore).

La maturità mi ha portato ad essere più critico e, con molta franchezza, ora giudico come storielle la maggior parte di quei romanzi che ultimamente mi sono capitati fra le mani. Storie molto descrittive che raccontano di avventure più o meno scontate e fantasiose, con sparatorie, fughe e passioni. I protagonisti principali sono sempre un uomo e una donna, destinati a sopravvivere alle disavventure sopracitate ed ad innamorarsi. Spesso viene l'aggiunta di un cane o di un terzo individuo, che in qualche modo si relaziona con i principali protagonisti. Il terzo personaggio chiave è il cattivone che toglie di mezzo tutti gli ostacoli che si pongono tra se e i suoi obbiettivi malvagi. Come di rimando tutta la sua malvagità gli torna indietro e, di solito, alla fine fa' una brutta morte.

Una cosa che mi sempre capitata, ma credo che non sono l'unico, è il trasporto nella lettura di un romanzo. Quando inizia a farsi sentire non mi fermo più, leggo, leggo per giorni interi. Di solito 2 o 3 giorni di fila, fino a finirlo. Dopo sono esausto. Purtroppo ultimamente mi capita sentire un senso di avvilimento e di vuoto al termine di un romanzo. Una sensazione di impalpabile insoddisfazione che mi rimane dentro fin quando i ricordi del libro sono abbastanza nitidi.

Forse, mi sento un po' stanco di questo tipo di storie!? Di certo, non è un pensiero insistente e svanisce presto o meglio viene surclassato da altri pensieri.

Mi domando quale sarà la prossima lettura e di quale genere... ma a questo penserò più in là, al momento sono oberato di impegni. [sad]


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