pubblicato Sabato 06 Dicembre del 2008 alle 02:19.

In quest'ultimo periodo sono impegnatissimo nel girare la rete, nell'informarmi su tanti siti, nel modificare il blog, tanto che ho perso di vista la lettura. Stasera che mi ero ripromesso di ricominciare a leggere per finire al più presto il libro "La Casta", ma mi sono fatto agguantare dalla TiVù, cosa che avviene sempre più raramente. Il programma che ha attirato il mio interesse è un programma di quelli definiti di approfondimento, ed aveva come argomento il sentimento dell'identità nazionale in Italia, prendendo come spunto un saggio di uno storico inglese.

Immagine di la forza del destino Nel libro si parla di un sentimento patriotico dell'italiani incompiuto, l'autore mette l'accento sul nostro tallone d'Achille: lo Stato. Chi ha fatto un po' di diritto pubblico sa che lo Stato è il popolo, e il popolo è lo Stato. Secondo questo storico in Italia quest'idea non esiste, fra il popolo e lo Stato c'è una spaccatura, come esiste una spaccatura tra il Sud e il resto dell'Italia per tutta una serie di motivi storici che nonostante i tanti anni trascorsi dall'unificazione continuano ad esse attuali, e nonostante i tentavi, durante i quasi 150 anni di storia d'Italia, di creare questo sentimento ancora non ci si è riusciti. Mi fermo qui, non sono uno storico con le conoscenze adatte per disquisire la questione approfonditamente. Naturalmente questo libro l'ho inserito nella lista dei libri desiderati, ed ho imparato anche quanto possa essere utile una tale lista.

Il mio giudizio sulla questione è che si è vero che i cittadini si interessano poco alla politica ma che c'è una cattiva commistione degli interessi privati in quelli pubblici. Quando risolveremo questi punti fermi saremo sicuramente una nazione più compiuta e democratica. Attualmente mi sembra un accozzaglia culture diverse che non pensano al bene della nazione, ma agli interessi della propria zona territoriale, alla sopravvivenza dei singoli e non al benessere della collettività.

Forse starò dicendo cazzate o cose già note, ma è bene dirle e ripeterle, ma soprattutto non dimenticare. Buona notte!


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