Il sogno, non quello del sonno in fase R.E.M., ma quello del dì, che poi può avvenire anche di notte, quindi, meglio dire: quello degli occhi aperti. Come dicevo sopra, il sogno che noi tutti facciamo prima o poi nella vita, sia quando si è piccoli che quando si è maturi, è quella fuga dalla realtà, triste o meno che sia.
Nella letteratura sono famosi i sogni degli uomini che fuggono da una realtà triste e avvilente, per rifugiarsi solo per cinque minuti in un mondo che agli occhi del sognatore è bellissimo, in cui tutto d'un colpo, come con la scopa di Ercole, si spazza via tutto quello che si vuole.
Ma il sognare a volte può diventare una gogna che a intervalli di tempo più o meno vicino ci si può sottoporre. In questo caso il sogno non diventa solo un rifugio dalla realtà, ma la realtà stessa; in quanto non si riesce a distinguerla più con l'irreale e ci si perde dentro facendo confusione nella mente.
Beh, questa triste realtà è quella che mi è capitata, e che causalmente ho scoperto mentre leggevo un libro che mi ha fatto molto riflettere, anzi, a tratti mi ha un po' sconvolto.