pubblicato Mercoledì 14 Gennaio del 2009 alle 00:30.

Immagine di La solitudine dei numeri primi Probabilmente sto diventando sempre più esigente.

Il libro parla di una storia parallela di due soggetti, una femmina ed un maschio (di uomo). Il libro si svolge descrivendo quelle che possiamo considerare le parti più salienti della loro vita, iniziando dalla loro infanzia. Quali sono le tragedie, che segneranno per sempre queste due persone, il loro incontro, i loro amori e credo che possiamo definire anche il loro addio non detto.

Quello che mi ha colpito è l'attualità della trama del libro; più che il fulcro della vita dei soggetti, che sono i loro drammi, più o meno convincenti, ma le scelte e gli eventi che ruotano all'esterno della loro vita. La trovata del ritorno della sorella, anche se fittizio, nello svolgimento della storia, l'avevo più che preventivata già dal primo terzo del libro.

Il libro contiene troppa metafora e retorica nella descrizione sia degli avvenimenti che degli stati d'animo; l'autore cerca creare una intensità che si trasforma spesso in una serie di parole ampollose. Le idee sono buone; qualcosa mi ha trasmesso durante la lettura, e non solo perché tocca argomenti a me sensibili. Per me può fare di meglio, ma per ora gli do la sufficienza.


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