Non so bene cosa voglio scrivere, quindi è probabile che sarò un po' sconclusionato.
La mia fervente attività di lettore inizia a scemare. All'inizio ero molto circospetto, poi pian piano mi sono lasciato andare, come se gli autori con i loro protagonisti ed i protagonisti con le loro storie, pensieri, mi potessero essere di appoggio morale. Naturalmente, dopo l'eccesso iniziale i livelli degli "ormoni della lettura" si sono calmierati riportandosi presso valori che rientrano nella norma.
Ho ricominciato, dopo una breve pausa, ad allenarmi con l'inglese; qualche minuto al giorno giusto per vezzo, attualmente non è una reale necessità della vita di tutti i giorni. Sono ripartito dalla grammatica, come si dice, voglio rinfrescare la memoria di quelle nozioni perse.
L'inverno non fa' bene alle mie abitudini motorie esterne - è chiaro -, capita che salto le mie sessioni di sana e rilassante corsetta. Non più di 8-10 mila metri. Ogni tanto penso ad acquistare una bella bicicletta - da corsa, si intende -, ma tutte le volte capita di cambiare idea, per un motivo o l'altro; forse la corsa mi soddisfa più di quanto non voglia ammettere. La bicicletta, oramai, è più un retaggio storico che una realtà; credo, infatti, che non monto su di una da all'incirca una decina d'anni - senza voler esagerare.
La mia testa non si ingrippa più come avveniva una volta, per le più varie riflessioni (im)possibili e (in)immaginabili.
Dimentico sempre tutto, a cominciare dalla mia infanzia fino ai periodi più vicini; i ricordi di quest'ultimi si fanno sempre più velati man mano che le sensazioni diventano sempre più lontane - e se cerco ricordare sento essere pervaso da un vuoto penetrante, sconcertante e allora desisto. Sembra che la vita passata sia fatta per imparare e per essere accantonata quando non serve più, in un angolo buio, remoto, inaccessibile della mente. Vivi, supera, dimentica. É paradossale - ma non troppo - che c'è una memoria scordata.