pubblicato Mercoledì 28 Gennaio del 2009 alle 00:14.

Dopo aver letto un primo libro di Sciascia, un giallo, ho molto apprezzato il suo stile ed ho letto un secondo libro, Il giorno della civetta.

Immagine di Il giorno della civetta Questo non è un giallo, purtroppo, sebbene parli di assassini e sparizioni; è un libro sulla Mafia. Racconta di un capitano della l'Arma (dei Carabinieri) che investiga su un omicidio al quale è legata anche una scomparsa - cui è sottinteso l'omicidio; si scopre durante la lettura che l'omicidio centrale è legato ad una questione, ancora attualissima, di appalti pubblici e il secondo è dovuto a una casualità di cui il poveraccio, un potatore, vedendo quello che non doveva essere visto, ne paga le conseguenze. Il libro finisce con i mafiosi arrestati dal capitano, due dei quali reo-confessi degli omicidi, scagionati e la vittoria della Mafia; mostra la tesi di quanto è profondamente infiltrata nelle maglie dello Stato; e che i poveracci rimarranno sempre poveracci; e che la legge non è uguale per tutti. Il capitano nonostante lo sconforto del fallimento ritornerà a lottare in Sicilia.

Il libro è ambientato negli anni sessanta, e credo scritto nel medesimo periodo; nei propositi dell'autore non c'è la scrittura di un vero romanzo ma di un libro che spiega il fenomeno della Mafia in maniera semplice. L'ho letto con un certo piacere e posso sicuramente dare un voto positivo.


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