pubblicato Mercoledì 03 Giugno del 2009 alle 09:29.

Anche questa volta è tutto inutile. Non capisco bene e di conseguenza non so spiegare bene il sentimento di delusione dal quale vengo avvolto tutte le volte che guardando le vite di personaggi reali o inventati, da scrittori più o meno famosi, mi rendo conto che non ho avuto scelta; la scelta di cambiare un percorso di vita (quasi) obbligato.

A volte ci nascondiamo dietro un paravento, diamo la colpa al "destino", il quale, in questo caso, sarebbe reo colpevole di non avermi dato la possibilità di aspirare ad un futuro diverso, ma, visto come sono andate le cose negli studi (un po' a rilento), il "destino", con tutta probabilità, lo facciamo noi. Quindi, in definitiva, non accetto l'idea che sarei io stesso a non essermi dato tale possibilità, di non aver avuto il coraggio di intraprendere una strada alternativa. E, periodicamente, ritorna, e ritornerà, non so per quanto tempo ancora, ogni volta che qualche fatto, conoscenza o qualche lettura mi farà riportare alla luce la "delusione", amara, la quale mi porterà sempre su quello scoglio dal quale odo il rumore della mia anima, che come un mare mosso, osservandolo con occhi spersi, spumeggiare e abbattersi sotto di me, con il suo odore riporterà alla mia memoria un po' di quel passato che pezzo per pezzo con il trascorrere del tempo lasciamo andare nell'oblio, fino a quando la direzione intrapresa non si riveli oppure, più probabilmente, me ne faccia una ragione. Perché in fondo, in fondo so che la direzione presa era quella voluta, ma una mente annoiata, insoddisfatta guarda sempre a quell'orizzonte di possibilità che ognuno di noi potrebbe avere (qualora lo voglia davvero!).


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