Ho espresso già "tutte" le mie preoccupazioni sul decreto anti-intercettazioni che introdurrebbero delle norme che imporrebbe l'obbligo di rettifica anche a siti amatoriali, ad es. i blog.
La cosa preoccupante è che l'iter di approvazione alle Camere del controverso DDL 1611 viene reso invisibile dai media, eppure si sta parlando norme che limiterebbero l'efficacia della magistratura, norme che limiterebbero la libertà di informazione dei giornali e della rete (probabilmente incostituzionali), il tutto nell'indifferenza generale dei cittadini, del popolo.
L'Istituto per le Politiche dell'Innovazione pubblica una lettera aperta ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica chiedendo, a sua volta, un emendamento che chiarisca la posizione di quanti (tanti) avendo un sito non possono essere considerati come gestori di attività professionali, ma bensì amatoriali. Nell'interesse di tutti, blogger e non, è importante sostenere l'iniziativa sottoscrivendo la lettera a cui faccio riferimento.
Quello che mi auguro è che al ddl vengano inserite ulteriori emendamenti che non limitino le libertà dei cittadini e la capacità investigativa delle forze di polizia giudiziaria.