L'amico compaesano, trapianto a Verona oramai da un paio di anni, "sceso" al paese in ferie dal lavoro per pochi giorni, tra le miriadi quanto logorroiche amenità raccontate, me ne accenna una inaspettata quanto imprecisa notizia: “A fine anno ci sarà, molto probabilmente (e cioè è certo), il taglio dell'IRPEF!”. ![]()
Al momento non ho fatto caso a quello che aveva detto, perché ormai colmo di parole, frasi e quant'altro vomitate in poco tempo, poi, però, passata la "sbornia", mi sono ritornate in mente quelle stesse parole, e mi sono messo a ridere dicendo fra me e me che come al solito non aveva capito niente: il taglio dell'IRPEF, ma va là!
Ha preso, come al solito, un "granchio", ma è comprensibile non è molto erudito in materia.
Quello che è stato tagliato è il versamento dell'acconto IRPEF al 31 Dicembre: dal 99% al 79%, e non l'IRPEF; l'imposta resta tutta, e il resto si pagherà ad anno nuovo al momento del conguaglio, una sorta di dilazione per far credere alla gente che ha più soldi in tasca e quindi può spendere di più durante le vacanze natalizie.
State attenti, non vi fate prendere per il naso! ![]()
Macroeconomia
(purtroppo manca una
immagine della copertina)Domenica sera sono arrivato al termine di un'altra lettura: Macroeconomia. Il libro che ho letto è proprio quello usato durante gli studi universitari per la medesima materia. Lo considero un bel testo di un argomento interessantissimo, anzi di più, brevissimamente: è lo studio delle variabili economiche aggregate. Una spiegazione alquanto semplice per un argomento complesso e in costante evoluzione - ancora c'è molta strada da fare.
In sintesi, il libro parla delle politiche economiche attuabili dalle autorità pubbliche: la politica fiscale, attuabile dal governo principalmente facendo leva sulle imposte e/o la spesa pubblica; e la politica monetaria, attuabile dalle banche centrali nazionali principalmente attraverso modifiche dell'offerta di moneta prodotte da variazioni delle riserve bancarie e/o da operazioni di mercato aperto. Le autorità politiche attuando variazioni della politica economica possono influenzare, o almeno ci provano, la produzione (aggregata di prodotti e servizi), il reddito, i consumi (e l'investimento), la disoccupazione (o occupazione), l'inflazione, il tasso di interesse, l'accumulazione di capitale ed altre variabili macro allo scopo di ottenere prefissati obbiettivi economici di stabilità, crescita e sviluppo all'interno di una nazione. E, naturalmente, per capire tutto ciò come avvenga, nel libro vengono esplicate le maggiori teorie macroeconomiche e le relazioni tra le principali variabili macroeconomiche.
Il libro non è una facile lettura; infatti, nel mio caso, la lettura del testo è andata un po' per le lunghe, anche perché negli ultimi tempi ho dovuto inserirla negli impegni che si sono moltiplicati e con l'energie che conseguentemente si sono ridotte, ma come si dice: "Chi l'ha dura la vince!". ![]()
Il mio giudizio è sicuramente positivo, ma con riserve perché tratta argomenti non semplici, ma per chi ha voglia di capire un po' più "l'economia politica" sicuramente è un testo molto esplicativo.
Purtroppo devo confessare che probabilmente per un po' di tempo la mia libreria cartacea, elettronica e virtuale rimarrà a secco di nuovi volumi, perché sarò preso dallo studio di argomenti strettamente attinenti agli impegni professionali che mi sono prefissato per il futuro (contabilità e fisco, ma non solo). Forse è un altro tassello di questo blog si svuota? E se si, si potrà mai svuotare del tutto? Spero di no. ![]()
Si va avanti e si cambia. Ed è quello che mi è successo, e mi continua a succedere, lo dice la mia ragazza e lo dico anch'io: in continua evoluzione.
Per chi ha potuto ed è stato abbastanza attento da notare che ho riscritto l'ultimo post, con esso ho fatto davvero un cattivo lavoro per la fretta e la testa chissà dove. Ma non vi chiedo scusa, non per alterigia, ma perché di cosa dovrei scusarmi, in effetti? ![]()
Avevo qualcosa da dire, ma non lo ricordo più, intento nel riscrivere la mia presentazione - vedi la voce "Mi descrivo" nel menù del blog - l'ho dimenticato.
Un saluto. ![]()
Nel fine settimana scorso, per l'ennesima volta, ho nuovamente installato la versione 9.04 di Ubuntu, sostituendo la beta della versione 9.10, la quale non mi ha entusiasmato sin dall'inizio, e ben speravo in miglioramenti nella settimana scorsa; purtroppo continuo a non vederne nonostante mancavano meno di due settimane alla versione finale. Proprio in seguito alla mancanza di miglioramenti sul mio hardware nell'ultima settimana e valutando i pro e i contro ho ben deciso, a mio parere, di restare ancora qualche mese con Ubuntu 9.04, magari aspettare la longterm support, anche se l'ho leggermente modificata: ho installato il nuovo tema di default di Ubuntu, Humanity, e le icone; ed ho installato la versione beta di Skype che supporta pulseaudio.
In particolare, quest'ultimo caso, ho attivato e regolato il volume del dispositivo di input audio, il microfono, attraverso pulseaudio e finalmente posso sentire la mia voce con Skype; ripeto che necessariamente si dovrà installare la versione beta di Skype, in quanto supporta pulseaudio.
Il software che permette di abilitare e regolare l'input audio è contenuto nel pacchetto "pavucontrol" (PulseAudio Volume Control). Dopo l'installazione, nel menù principale-->Applicazioni-->Audio e Video sarà possibile regolare, ed abilitare, i dispositivi audio da pulseaudio avviando l'applicazione PulseAudio Volume Control. L'interfaccia dell'applicazione è molto intuitiva e suppongo che ogni altro tentativo di approfondimento sia inutile, o superflua.
Ricordo che il tutto è stato eseguito nella versione 9.04 di Ubuntu, e che tale configurazione sembra in generale necessaria per catturare i suoni con ogni altra applicazione software.
Buona Configurazione. ![]()
E un altro fine settimana è arrivato. E ho un po di tempo libero.
Qui giù oramai siamo in pieno inverno, fra una settimana e l'altra.
Ieri il termometro della farmacia vicina allo studio pareva quasi urlare che la temperatura era scesa di 10-15 gradi in un botto di cannon: +6°. Ed io, dopo aver terminato la giornata di lavoro, appena uscito all'aria aperta, vestito di tutto punto di mezza stagione, ho sentito lo shock del contrasto termico e le membra, sempre state scarsamente coperte di adipe, tremar dal freddo.
Stasera penso che resterò qui a casa un po' sconsolato: è una serata piovosa e a casa della mia ragazza c'è un epidemia di raffreddore. Meglio tenersi lontano da eventuali contagi non mai graditi. ![]()
Sul fronte della mia prima vera esperienza lavorativa, le cose non vanno poi così malaccio: potrebbero andare peggio, e anche di molto.
Dopo l'impatto iniziale di confusione, credo di essermi dato molto da fare, credo anche fin troppo. Vari giorni dopo, ho cambiato rotta, ma in maniera deleteria, peggiorativa. Sono stato colto da un periodo pieno di distrazioni (travolto da pettegolezzi, dalla eccessiva voglia di integrami e di dare una mano), con un po' di conseguenze non molto felici. Pero, poco prima di questo fine settimana, ho ridato un svolta decisa, come so far bene io, riportandomi quasi immediatamente sulla strada giusta. Rimproveri non ce ne sono stati, più consigli e una mia presa di coscienza degli errori.
In questo fine settimana, spesso vengo colto da riflessioni e mi estraneo a tratti brevi dal resto del mondo: penso, rifletto sul da farsi e sul già fatto e colto pienamente il senso di questa mia esperienza iniziale, ho deciso di concentrami totalmente sui miei obbiettivi, il resto è poi solo il nulla. Mi ri-sono ben assestato con i piedi per terra e cercherò di volare molto basso, a pel di terra per meglio vederla e sentire il suo odore, per meglio ricordarla: Terra.