pubblicato Martedì 02 Febbraio del 2010 alle 23:28.

Nel tempo irrimediabilmente si cambia, la vita cambia e cambia anche il modo di pensare. Leggendo cose che ho scritto qui, in questo blog sei mesi fa', provocano in me sentimenti di vergogna e repulsione, sono cose che oggi non scrivere mai, anche il modo in cui sono state scritte. Non so voi, ma io son fatto così.

Il target dei potenziali lettori di quello che scrivo, quindi cambia; oramai non scrivo più di script da me scribacchiati per i più disperati utilizzi, e di applicazioni da me scovate nella rete od anche a soluzioni a problemi variopinti. In verità, non so più bene di cosa scriverei, vado più di getto e non saprei bene quale target, se ce ne fosse uno, possa essere interessato a quanto scrivo.

Oggi, fuori tendenza, mi appresto a informarvi dell'esistenza di un addon di Firefox che reputo "molto caldo", questo è SkipScreen. La sua utilità è piuttosto semplice: salta quelle inutili pagine di attesa che compaiono prima di reindirizzare alla pagina di download nei più importanti portali del Web che si occupano di servizi di archiviazione file online, realizzate allo scopo di "somministrare" pubblicità all'utente, durante la quale eventualmente può essere mostrato un conto alla rovescia di vari secondi, oppure captcha.

Lo so che è breve come descrizione, ma non è più di quanto ho scritto, semplicemente. Have a fun! [wink]

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pubblicato Venerdì 29 Gennaio del 2010 alle 18:55.

Si, - pensavo - la vita va avanti, deve andare avanti.

I giorni scorsi sono stati colmi di una tristezza feroce e acre: la nonna è andata via, ha abbandonato il nostro mondo terreno.

Mi restano di questo avvenimento il ricordo del gelido obitorio del lontano ospedale, il viaggio di andata, e quello di ritorno. Il giorno dopo, la cerimonia funebre e quella fila scomposta di gente venuta per dare l'ultimo saluto al defunto e partecipare al cordoglio dei suoi cari colpiti dal triste evento. Ed infine, la sepoltura al cimitero con i parenti più stretti al seguito e quel dolore ancora più aspro.

Il giorno dopo non resta che quel manifesto sotto casa, di fianco al portone, dell'annuncio della dipartita del defunto.

Si, pensavo...

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pubblicato Sabato 23 Gennaio del 2010 alle 19:32.

Quante volte periodicamente, come un disco rotto in un grammofono che con quel suono distorto, abnorme salta la traccia su cui era segnata la strada da percorrere e ritorna a ripete come all'infinito lo stesso tratto di brano, sono apparso in questo blog un disco rotto bloccato su di un tratto di vita che ripercorro ripetutamente; me ne rendo conto tutte le volte che mi rileggo, come questa volta.

Ogni volta è simile, ma tutte le volte non uguale; ogni volta ho fatto un passo in più, ma non lungo uguale; ogni volta piango, ma tanto quanto le altre volte, variamente; ogni volta sento che è l'ultima, ma poi c'è un'altra; ma ogni volta sento con forza di andare avanti e continuare, non posso fermarmi, e arriverà anche la sua fine.

Questo è un periodo per me di grandi riflessioni, forse uno dei momenti più intensi che abbia affrontato fin qui; riflessioni sulla vita, sul lavoro, sui sentimenti. Tante cose sono sempre più chiare e tanti dubbi, spero meno, restano. Tante cose cambiano, e tante cose invece no. I miei nonni se ne stanno andando lentamente, in due modi completamente differenti: uno, malato terminale di cancro e l'altro, dopo una crisi cardiaca, in stato di coma in ospedale, sulla sponda opposta della mia Puglia, quella adriatica. Quella che sembrava dover vivere di più, sta venendo a mancare prima.

Tutto questo, che inaspettatamente sta avvenendo, mi sta aiutando ad affrontare le miei questioni antiche, che passo dopo passo vanno sempre più lontano nel tempo, e sento che le sto velocemente ingurgitando giù verso quelle vie oscure che conducono verso l'oblio.

Se ancora ho avvenimenti, fatti, aspetti, stati d'animo da ricordare di quel mio passato oramai davvero lontano, non lo so, ma probabilmente sarà ancora qui che esternerò le mie sensazioni, i miei sentimenti.

Un saluto a tutti quelli che ancora mi seguono.

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pubblicato Sabato 16 Gennaio del 2010 alle 11:57.

Quando a 22-23 anni iniziai il percorso psicologico nel quale ho percorso a ritroso le tappe della mia vita di adolescente, della tarda infanzia, sin dagli anni 12-13 della stessa, non credevo che ci sarebbero voluti altrettanti anni per arrivare all'inizio di quei tragici avvenimenti; oggi ho 32-33 anni.

Arrivato alla metà di questi ultimi vent'anni, nel punto più basso della discesa, capii di dover risalire, tornando agli inizi; ripercorrendo paranoie, fisime, e tanta confusione, con un misto di sofferenza e di rabbia; quante volte sono stato colto da profondi dubbi e da sconforto, e non mi sapevo spiegare perché facevo tutto questo, qual'era il mio scopo ultimo.

In questi giorni, in queste ore si sono fatte vivide le sofferenze che quel acerbo ragazzino si trovò suo malgrado a vivere e affrontare, e solo ora capisco che ho negato disperatamente a me stesso tutta quella sofferenza, nascondendola maldestramente nella mia testa, e cercando di convincere me stesso e gli altri di aver superato il dolore. Ed invece, oggi finalmente riesco a guardare quel dolore racchiuso dentro di me, mai andato via, e quanto fosse, è grande.

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pubblicato Domenica 03 Gennaio del 2010 alle 11:48.

Stamane, la prima Domenica dell'anno nuovo, il 2010, l'inizio di un nuovo decennio o la fine di uno vecchio, dipende da dove si inizia, un po' come tutte le cose, ahimè, ho fatto un giro di questa rete, e dei suoi contenuti in italiano, e non ho trovato molte cose interessanti, quantunque sempre più della TV, della quale trovo sempre più esclusivo interesse nei documentari, per il resto non riesco proprio a vederlo a meno di quale vecchio bel film che ogni tanto danno in qualche rete di minore importanza.

Fra i vari siti da me letti, ho trovato vari riferimenti al discorso del nostro Presidente. Ha parlato del disastroso 2009, non per me, si intende, ma per la comunità tutta: politica, economica, società, disastri vari. Forse l'unica cosa che mio parere a saltato è l'ambiente, a meno che non me lo ricordi, spero che non me ne vorrete, ma sono 19 minuti e mezzo, di una lunghissima querelle di problematiche che il nostro paese deve affrontare nel 2010, e successivi, e non è facile ascoltare tutto, a volte il coraggio mi è venuto meno, nonostante gli sforzi.

Mi esimo, visto i tempi, dall'esprimere qualsiasi giudizio sul discorso, comunque condivisibile, e se cerco di pensare alcune delle parole pronunciale dall'autorità in questione, mi vengono i mente: riforme, costituzione, politica, organi di garanzia, economia, lavoro, giovani, L'Aquila, speranza. Rielaborando queste parole penso che non ho la speranza nelle riforme della costituzione e nella politica, penso alla speranza dei giovani in un lavoro (aggiungo dignitoso), e non solo per loro, penso che questa economia oramai fa' acqua da tutte le parti, non si fa' in tempo a chiudere una falla che se ne apre un'altra. La speranza è oramai diventata come quel titolo del simpatico film girato nella città vecchia di Taranto, l'emblematico: "Io speriamo che me la cavo".

Auguro, con qualche giorno in ritardo, un buon e sereno 2010 e che le menti di molti uomini vengano illuminate da qualche luce divina. Qualche amenità per ridere un po', sdrammatizzare, auguro: più amore, più sesso e meno guerra e malattie nel mondo, e qui mi è venuta in mente la canzone di Lucio Dalla, L'anno che verrà. Auguro a tutti che speriamo che c'è la caviamo! Per me spero solo che in quest'anno atteso l'impegno costante che dovrò metterci nell'ambito lavorativo che almeno venga ripagato di questi sforzi.

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